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Aumento del credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti

Per incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, alla luce dell’emergenza sanitaria da Covid-19, l’art. 64 del DL 18/2020 ha introdotto un apposito credito d’imposta.

L’agevolazione è collegata al protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro e prevede specifiche disposizioni sulla pulizia e sanificazione in azienda, sia a scopo preventivo che in caso di decontaminazione per la presenza di una persona positiva al COVID-19 all’interno dei locali aziendali.

C’è un aggiornamento importante che riguarda il DL Sanificazione: le risorse stanziate sono state incrementate di 403 milioni di euro, passando dai 200 milioni di euro stabiliti a maggio a un totale di 603 milioni, che verranno distribuiti tra i soggetti già individuati come beneficiari a seguito delle domande di accesso scadute il 7 settembre scorso.
Cambia quindi significativamente la nuova percentuale massima riconosciuta ad ogni impresa, inizialmente fissata in misura pari al 15,6423% e ora aumentata al 47,1617%. 

Se vuoi saperne di più o hai semplicemente bisogno di chiarimenti, scrivici a info@be4innovation.it

Incentivi statali per acquisto auto, doppio vantaggio per le imprese piemontesi.

Una delle novità del decreto di agosto (Dl 104-2020) riguarda il rifinanziamento degli incentivi auto per 400 milioni di euro, con rimodulazione degli importi dei contributi per i veicoli appartenenti alla classe ambientale EURO 6. In particolare, i 400 milioni di euro sono così stanziati: 

– 50 milioni per la fascia di emissioni 0-60 CO2 g/km,

–  150 milioni per la fascia da 61 a 90 g/km 

 – 100 milioni per quella da 91 a 110 g/km.

 – 100 milioni per l’Ecobonus

I contributi auto sono riconosciuti alle persone fisiche e a quelle giuridiche (art. 44 del Decreto Rilancio) che, nel periodo compreso tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2020, acquistano, anche in locazione finanziaria, un autoveicolo nuovo di categoria M1 (veicoli progettati e costruiti per il trasporto di persone, aventi al massimo 8 posti a sedere oltre al sedile del conducente), con emissioni di CO2 fino a 110 g/km.

I bonus riconosciuti, si articolano in 4 fasce di emissioni:

Si ricorda che occorre rispettare inoltre il vincolo in merito alla soglia del prezzo di listino della nuova auto al di sotto del quale si ha diritto al bonus. Per prezzo di listino si intende quello risultante dal listino prezzi ufficiale della casa automobilistica produttrice che deve essere inferiore a:

– 50.000 euro (IVA esclusa) per i veicoli con emissioni da 0 a 60 g/km di CO2;

– 40.000 euro (IVA esclusa) per i veicoli con emissioni comprese tra 61 e 110 g/km omologati in una classe non inferiore ad Euro 6 di ultima generazione.

Inoltre, in caso di rottamazione, il veicolo consegnato deve essere di proprietà dell’intestatario della nuova auto o di un suo familiare da almeno 12 mesi e all’atto di acquisto della nuova auto deve essere specificato che il veicolo consegnato è destinato alla rottamazione. 

Gli elementi che compongono l’agevolazione vengono così riconosciuti:

  • Sconto del venditore: riduce il prezzo di acquisto
  • Contributo ecobonus e contributo rilancio non riducono la base imponibile, ma vengono sottratti al totale della fattura.  

I contributi vengono prenotati dai venditori di auto sull’ apposita piattaforma del sito web ecobonus ed entro 180 giorni dalla prenotazione devono consegnare la macchina e concludere l’operazione di concessione in piattaforma. 

Questi in breve i vantaggi degli incentivi statali sulle auto. 

Molte regioni tra cui il Piemonte, stanno affiancando ai contributi statali, in quanto cumulabili, dei bandi per l’acquisto di auto da erogarsi alle micro-piccole-medie imprese. Inutile sottolineare i risvolti positivi per le imprese che vogliano rinnovare il loro parco auto (categoria M1). 

Di seguito si riportano i contributi della Regione Piemonte previsti dal bando 

 “CONTRIBUTI PER LO SVILUPPO DI UN APPROCCIO AMBIENTALE DEL SETTORE DELLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE” solo con riferimento alla categoria M1, (veicoli progettati e costruiti per il trasporto di persone, aventi al massimo 8 posti a sedere oltre al sedile del conducente), ma  si sottolinea che tale bando copre con dei contributi a fondo perduto anche l’acquisto di altre categorie (M2,M3,N1,N2,N3), con una successiva disamina dei vantaggi per le imprese nel cumulare le iniziative statali con quelle della Regione Piemonte. 

Le condizioni per poter godere di tali agevolazioni sono: 

– ROTTAMAZIONE di veicoli di proprietà appartenenti alle categorie M1-M2-M3, N1, N2, N3 con le seguenti caratteristiche:

-Benzina: fino ad euro 3/III incluso

-Ibridi benzina (benzina/metano o benzina/GPL): fino ad euro 3/III incluso

-Diesel: fino ad euro 5/V incluso

– ACQUISTO anche tramite leasing o finanziamento FINO A 10 VEICOLI di    categoria M1, M2, M3, N1, N2, N3 con la seguente alimentazione:

-Elettrico puro

-Ibrido (benzina/elettrico diesel/elettrico solo Full Hybrido HybridPlug In)

-Metano (GBC e GNL) o GPL esclusivo

-Metano o GPL bifuel(benzina/metano e 

benzina/GPL)  

CARATTERISTICHE:

OBBLIGO rottamazione

-OBBLIGO scontistica concessionario (che evidenzi in fattura uno sconto di almeno il 12% sul prezzo di listino del modello base al netto di eventuali allestimenti opzionali, oppure in alternativa per i soli veicoli elettrici puri, di un importo pari ad almeno 2.000 euro (IVA inclusa), applicato dal venditore

– CUMULABILITÀ con altri aiuti pubblici concessi

– proprietà per almeno 3 anni dopo il contributo

– non è previsto un tempo minimo di proprietà del mezzo da rottamare a differenza degli incentivi statali (questo significa che si potrebbe decidere di acquistare un mezzo usato dal valore bassissimo da rottamare solo per partecipare al bando della Regione Piemonte). 

– Sono ammissibili gli investimenti per l’acquisto di veicoli nuovi di fabbrica, omologati dal costruttore e immatricolati per prima ed unica volta in Italia.  

–  Non sono ammissibili gli acquisti di veicoli già immatricolati cosiddetti “a KM 0”

– È ammesso il leasing finanziario, solo se l’impresa utilizzatrice esercita anticipatamente al momento della stipula del contratto, l’opzione di acquisto

Si ricorda che la partecipazione al bando è fino ad esaurimento fondi e che è possibile presentare domanda fino al 30-11-2020. 

Di seguito si riporta un esempio di come gli Incentivi statali e quelli del bando Regione Piemonte possano essere cumulati ed i vantaggi che ne derivano per chi decide di usufruirne. 

Si suppone l’acquisto di un’auto categoria M1 con emissioni di CO2 pari a 0, con prezzo di listino di 26.000 euro e con contemporanea rottamazione di un veicolo usato della medesima categoria di classe euro 4. 

Partecipando al bando della Regione Piemonte il prezzo finale di acquisto sarebbe:

  1. Prezzo di listino: 26.000 euro
  2. Sconto del venditore 12% = 3.120 euro
  3. Base imponibile = 26.000 – 3.120= 22.880 euro
  4. Iva 22%= 5.033,60 euro
  5. Totale fattura= 27.913,60 euro
  6. Contributo Regione Piemonte = 10.000 euro
  7. Prezzo finale di acquisto= 27.913,60 – 10.000= 17.913,60

Poiché gli incentivi statali sono cumulabili con il Bando, dobbiamo tenere conto che sommandoli al bando, il prezzo finale di acquisto cambia in questo modo (se la macchina da rottamare non risponde a tutti i requisiti statali e quindi si può usufruire solo degli incentivi statali senza rottamazione): 

  1. Prezzo di listino: 26.000 euro
  2. Sconto del venditore 12% = 3.120 euro
  3. Base imponibile = 26.000 – 3.120= 22.880 euro
  4. Iva 22%= 5.033,60 euro
  5. Totale fattura= 27.913,60 euro
  6. Contributo Regione Piemonte = 10.000 euro
  7. Contributo statale ecobonus senza rottamazione= 4.000 euro
  8. Contributo statale Rilancio art. 44 legge 77/2020 senza rottamazione: 1.000 euro
  9. Prezzo finale di acquisto= 27.913,60 – 10.000 – 4000 – 1000= 12.913,60

Qualora invece, nel bando della Regione Piemonte, si vada a rottamare un mezzo che ha anche i requisiti previsti per le rottamazioni che godono degli incentivi statali, il prezzo finale di acquisto cambia in questo modo:

  1. Prezzo di listino: 26.000 euro
  2. Sconto del venditore 12% = 3.120 euro
  3. Base imponibile = 26.000 – 3.120= 22.880 euro
  4. Iva 22%= 5.033,60 euro
  5. Totale fattura= 27.913,60 euro
  6. Contributo Regione Piemonte = 10.000 euro
  7. Contributo statale ecobonus con rottamazione= 6.000 euro
  8. Contributo statale Rilancio art. 44 legge 77/2020 senza rottamazione: 2.000 euro
  9. Prezzo finale di acquisto= 27.913,60 – 10.000 – 6000 – 2000= 9.913,60

Riassumendo le tre casistiche, il risparmio sarebbe:

Il solo utilizzo degli incentivi statali comporterebbe invece il Risparmio sotto indicato: 

Si ricorda che la partecipazione al Bando della Regione Piemonte è possibile fino al 30-11-2020, che non si tratta di un click day e che la valutazione delle domande sarà a sportello. Come da sito della Regione, con aggiornamento al 27-08-2020, i fondi stanziati per tale bando pari ad euro 2.063.289 sono stati assorbiti da solo 49 domande con una prenotazione di contributi pari ad euro 382.500. Ci sono quindi larghi spazi per vedere la propria domanda accettata.

Note: Ci sono diverse Regioni che hanno posto in essere Bandi simili e ci rendiamo disponibili a valutarli e a fornirvi supporto sulla presentazione delle domande qualora ne facciate esplicita richiesta.  

Il 4.0 piace anche alle piccole imprese: il 34% ha usato gli incentivi

La digitalizzazione dell’industria non è una trasformazione per pochi eletti. Anche le piccole e medie imprese, con tutte le difficoltà del caso, si sono messe in marcia e ora un’indagine svolta dal Ministero dello Sviluppo Economico parla di una prima inversione di tendenza: quasi una su tre utilizza tecnologie 4.0 o ha in programma di farlo. In particolare, il 17,7% delle imprese che hanno tra 10 e 49 addetti già impiega sistemi che vanno dall’internet of things alla robotica, fino alla manifattura additiva al cloud. Il 9,4% ha intenzione di adottarli a breve. Un altro 1,2% è invece già dentro il paradigma 4.0 come produttore.

Il risveglio delle imprese fino a 50 dipendenti

Il picco naturalmente si registra oltre i 50 dipendenti: 32,2% di utilizzatori fino a 249 e 45,2% oltre i 250. Se poi si include nella valutazione tutto l’universo industriale, comprese le microimprese (1-9 addetti), meno sensibili alla svolta, il totale ovviamente si abbassa: 8,6% di «imprese 4.0». Ciò che appare chiaro però è il risveglio delle imprese tra 10 e 49 addetti. Anche l’Istat – nel suo recente rapporto sulla competitività dei settori produttivi – offre alcuni segnali interessanti, pur con la necessaria cautela.

Iperammortamento fiscale decisivo

Per oltre un terzo delle imprese con meno di 50 addetti (34,2%) l’iper ammortamento fiscale che incentiva l’acquisto di tecnologie 4.0 è stato rilevante per la scelta di investire, a fronte del 57,6% delle grandi. Le “piccole” hanno poi rappresentato il 68% delle imprese beneficiarie del credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, sempre più finalizzato alle trasformazioni digitali. Dall’altro lato però, per evitare trionfalismi prematuri, va ricordato che a fronte del 67% complessivo di imprese che nel 2017 ha dichiarato di aver effettuato nuovi investimenti, l’Istat stima che per le Pmi la quota si fermi ancora al 42%.

Lo scarto nella distribuzione territoriale

Non è irrilevante nemmeno la distribuzione territoriale. L’anticipazione dell’indagine segnala uno scarto significativo: 9,4% di diffusione al Centro Nord, 6,2% al Sud. Da uno studio del Laboratorio manifattura digitale dell’Università di Padova (vedi allegato) – condotto a campione sulle sole imprese manifatturiere di Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna – emergono dati ancora più chiari: in questo caso le imprese che adottano industria 4.0 salgono al 18,6% e tra queste sei su dieci sono micro piccole imprese.

«Competenze» ancora inadeguate

Gabriele Zanon, A.D. di BE4 Innovation, parla di una diffusione sempre maggiore pur in un quadro di «competenze» ancora inadeguate. «Il Governo ha disegnato strumenti semplici proprio a misura di piccole imprese – dice -: incentivi automatici di immediato utilizzo. E si iniziano a vedere i risultati: non è vero che Industria 4.0 è un programma per le grandi aziende». Poi però emerge netto il deficit di competenze, difficoltà principale per un quarto delle imprese che inizia a investire. «Certo, al di là delle dimensioni – aggiunge Zanon – conta anche la sensibilità all’innovazione del singolo imprenditore ed incide la presenza di competenze adeguate tra i dipendenti e gli stessi manager. Il Governo ha intrapreso un nuovo processo per sbloccare il credito di imposta per la formazione 4.0 e avviare i competence center per accelerare anche in questo campo».