Industria 4.0: quali beni strumentali rientrano nella categoria?

La Legge di Bilancio varata quest’anno proroga, anche per tutto il 2022 e fino a giugno 2023, il credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi: è questa una delle misure centrali del cosiddetto “Piano Transizione 4.0”, la nuova politica industriale italiana che punta l’attenzione sull’innovazione, sugli investimenti ecosostenibili e sulle attività di design e innovazione estetica.

L’obiettivo è offrire alle imprese supporto e incentivi per stimolare gli investimenti non soltanto in beni strumentali, ma anche nella cosiddetta Formazione 4.0 (ossia nel processo di trasformazione digitale e tecnologica delle imprese attraverso il consolidamento delle competenze nelle tecnologie abilitanti) e nella ricerca, sviluppo, innovazione e design tramite appositi crediti d’imposta.

È importante tenere presente che, con la Legge di Bilancio 2021 e il Piano Transizione 4.0, che sostituisce i precedenti Impresa 4.0 e Industry 4.0, sono di fatto sparite misure quali iperammortamento, superammortamento e Piano Impresa 4.0 proprio in favore del sopraccitato credito di imposta, per una dotazione in PNRR pari a ben 18.45 miliardi di euro.

Industria 4.0 e beni strumentali

Per “Industria 4.0” intendiamo il nuovo orizzonte di sviluppo dell’automazione industriale, che nel futuro dovrà orientarsi a produzione e distribuzione progressivamente sempre più smart, ecosostenibili, tecnologicamente evolute e basate su nuovi modelli di business, mirati a migliorare sia la qualità dei prodotti che quella delle condizioni di lavoro degli operatori.

Per quanto riguarda il credito d’imposta per i beni strumentali, la Legge di Bilancio 2021 ha incrementato le quote agevolative, che sono ora variabili in funzione della tipologia di investimento e dell’arco temporale, e anche le soglie spesa massima. Vi è inoltre una suddivisione netta tra beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati e beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di Trasformazione 4.0.

Il credito d’imposta per i beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati

I beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati fanno riferimento agli strumenti funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese nell’ottica del modello di Industria 4.0 e includono, secondo quanto disposto dal MISE, tutti i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti:

  • Macchine utensili per asportazione
  • Macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici
  • Macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime
  • Macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali
  • Macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura
  • Macchine per il confezionamento e l’imballaggio
  • Macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico)
  • Robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot
  • Macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici
  • Macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale
  • Macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici)
  • Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica

Per poter rientrare nel credito d’imposta, le macchine dovranno inoltre essere dotate di controllo per mezzo di CNC, interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program, e di integrazione automatizzata col sistema logistico della fabbrica, la rete di fornitura o altre macchine del ciclo produttivo. Dovranno poi disporre di interfaccia uomo-macchina semplici e intuitive e rispondere ai più recenti parametri di igiene del lavoro, salute e sicurezza.

Ulteriori e più specifici dettagli relativi a questa particolare tipologia di beni strumentali per l’Industria 4.0 sono elencati nell’apposito allegato A  della legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento, messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Per i beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati acquistati dal 16 novembre 2020 al 30 giugno 2023, il credito d’imposta verrà applicato come segue:

Per l’anno 2021:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro

Per l’anno 2022:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro

Credito d’imposta per beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati

I beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati includono tutti gli strumenti funzionali ai processi di trasformazione per l’Industria 4.0, ossia:

  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione ad alte prestazioni o per la progettazione e la riprogettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto al decision-making aziendale o per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni (ad esempio di assemblaggio), sia in contesti immersivi o solo visuali; di reverse modeling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali; di IIoT (Industrial Internet of Things) o per il dispatching delle attività e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi,
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni di cloud computing, industrial analytics, artificial intelligence e machine learning
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’utilizzo di robot e macchine intelligenti lungo le linee produttive
  • Software, sistemi, piattaforme e interfacce uomo-macchina per l’acquisizione, veicolazione, elaborazione delle informazioni in formato vocale, visuale e tattile
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni che garantiscano meccanismi di efficienza energetica
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la cybersecurity e la virtual industrialization

Maggiori dettagli relativi a questa particolare tipologia di beni strumentali per l’Industria 4.0 sono elencati nell’apposito allegato B  della legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento, messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Su questi beni è riconosciuto un credito d’imposta pari al 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro. Sono considerate agevolabili anche le spese per servizi sostenute tramite soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

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