Lavoro da remoto: il cambiamento è alle porte

E’ palese che qualcosa stia cambiando nel modo di affrontare il lavoro. Nel periodo di lockdown da Coronavirus, il 55% delle aziende ha adottato la modalità remote working, come sottolinea il sondaggio lanciato da Capterra che ha coinvolto 3.108 dipendenti di piccole e medie imprese che hanno lavorato in remoto e a tempo pieno durante la quarantena, in Spagna, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito. I partecipanti provengono da svariati settori commerciali e rappresentano diversi livelli di anzianità.

Il seguente grafico riporta i tre principali insight legati alla percezione del lavoro da remoto da parte dei dipendenti delle aziende europee. Il riscontro sembra essere molto positivo e rafforza un trend già in atto: già a fine 2019, Gartner aveva predetto che entro il 2030 sarebbe aumentata di almeno il 30% la domanda di remote working a livello globale, in quanto modalità di lavoro preferita dalla Generazione Z. Adesso, complice il lokdown, sta cominciando una nuova fase che richiederà un cambio di mentalità e una maggiore flessibilità tanto a livello europeo quanto a livello italiano.

Le linee guida per il lavoro da remoto

Gli analisti di Capterra hanno chiesto alle aziende coinvolte nel sondaggio quali linee guide hanno inviato ai dipendenti per organizzare al meglio il remote working. Sono emersi i seguenti dati:

  • il 36% ha dato direttive sui meeting che avrebbero dovuto tenere a distanza;
  • il 35% ha dato specifiche informazioni su come gestire le ore lavorative. Infatti, lavorando da casa aumenta il rischio di non organizzare al meglio il tempo o di fare delle ore in più;
  • il 34% ha dato delle linee guida generali su come gestire la comunicazione da remoto, ma come vedremo ci sono state diverse lacune e difficoltà, sottolineate dai dipendenti;
  • il 30% si è concentrato sul regolare l’utilizzo di device personali per questioni lavorative.

5 vantaggi e 5 sfide per il remote working a livello europeo

I paesi che hanno amato di più lavorare da casa sono stati la Spagna (80%) e l’Italia (75%), mentre la percentuale è più bassa in paesi come la Gran Bretagna (68%) e l’Olanda (62%). Questa differenza molto probabilmente è dovuta al fatto che nei paesi del mediterraneo il lavoro da remoto finora era ancora poco diffuso, quindi i vantaggi portati dalla quarantena forzata sicuramente si sono fatti sentire di più.

I vantaggi principali? Vanno dall’assenza di spostamenti per recarsi in ufficio, con un conseguente risparmio di tempo normalmente impiegato in coda nel traffico, cosa che incide su umore e livelli di stress del lavoratore, a una maggiore produttività.

Le sfide invece riguardano aspetti più tecnici e di relazione, con i colleghi e con i clienti.

Consigli per la produttività e la comunicazione

Sulla base dei dati analizzati, emerge quindi che per le PMI italiane ottenere un buon livello di comunicazione e mantenere la concentrazione e il giusto livello di produttività sono due priorità a cui dare seguito, soprattutto se il lavoro da remoto verrà sempre più non solo utilizzato ma anche richiesto. Ecco alcuni dei consigli forniti da Brian Kropp (Vice-President di Gartner dell’area di ricerca) per aiutare i dipendenti a migliorare la produttività e la comunicazione per il remote working:

1. Fornire gli strumenti giusti ai dipendenti

I dipendenti delle PMI devono poter utilizzare la tecnologia di cui hanno bisogno per fare al meglio il proprio lavoro. Da una precedente analisi di Capterra Italia sul livello di digitalizzazione delle imprese pre-Covid, era già emerso che il 75% dei dipendenti riscontrava un reale beneficio nel proprio lavoro dall’utilizzo dei software. Vista l’evoluzione portata dalla pandemia questo numero probabilmente potrebbe salire ulteriormente.

2. Focalizzarsi sui risultati piuttosto che sui processi

Una maggiore flessibilità e l’introduzione del lavoro da casa in modo più strutturato porterà a dover cambiare mentalità: bisogna lasciarsi alle spalle la vecchia logica del controllo legata fortemente al fatto di vedere fisicamente i dipendenti mentre lavorano. Il datore di lavoro e responsabili devono iniziare a focalizzarsi sui risultati effettivi del dipendente, definendo obiettivi precisi per avere una visione chiara delle responsabilità e monitorare meglio gli effettivi livelli di produttività. È necessario quindi focalizzarsi sul lavoro portato a termine, non sulle ore lavorate in una giornata.

3. Comunicare bidirezionalmente

Oltre a facilitare la comunicazione fra i dipendenti e fra datore di lavoro/manager e dipendenti, c’è un’altra grande sfida da affrontare: instaurare un dialogo reciproco fra manager e dipendenti. Da un lato, i dipendenti devono comprendere le decisioni e i bisogni aziendali e dall’altro il management deve comprendere le sfide, i desideri e le preoccupazioni dei dipendenti.

Infine, per migliorare la comunicazione con il proprio team, soprattutto se si lavora da remoto, è consigliato:

1. Programmare riunioni di aggiornamento

I meeting possono avere cadenza giornaliera o settimanale, a seconda delle esigenze del singolo gruppo di lavoro. Tanto da remoto quanto in ufficio, organizzare meeting di aggiornamento aiuta a tenere informati tutti i dipendenti sullo stato di avanzamento dei lavori e su eventuali cambiamenti.

2. Programmare sessioni di brainstorming

In tempi di grandi cambiamenti le nuove idee possono fare la differenza nel successo di un business. I dipendenti si sentiranno più coinvolti se potranno esserne parte attiva e se potranno condividere le loro idee, quindi è ideale pianificare sessioni fisse (una o due volte al mese) di brainstorming per confrontarsi con i propri dipendenti.

3. Scegliere lo strumento adeguato

Per ogni tipo di comunicazione serve la modalità adeguata, si deve quindi comprendere cosa si deve comunicare per decidere con quale strumento comunicarla (telefono, chat aziendale, email, ecc.). In alcuni casi, se si vuol adottare un approccio integrato e strutturale serve acquistare un software adeguato e per farlo bisogna stare bene attenti a quale esigenza bisogna risolvere e cosa potrebbe risolverla. 

A questo punto lo smart working potrebbe diventare un modello continuativo che sull’esperienza maturata in questo periodo potrebbe portare soltanto enormi vantaggi.

I vantaggi dello Smart Working per i lavoratori

  • Creazione di un rapporto fiduciario con il proprio manager e con i colleghi;
  • Maggior consapevolezza del proprio lavoro e dei propri obiettivi e opportunità di crescita professionale e personale;
  • Maggior flessibilità a lavoro sia in termini di orari (non esiste più l’8–17 e timbro del cartellino) sia in termini di spazi (lavoro da coworking, da casa, da parco, da filiale, da qualsiasi posto, garantendo la sicurezza dei dati);
  • Possibilità di lavorare in un ambiente dinamico, trasparente, innovativo e collaborativo;
  • Possibilità di gestire meglio il proprio tempo e migliorare l’equilibrio vita lavorativa – vita personale;
  • Aumento produttività: più serenità a lavoro significa più produttività.

I vantaggi dello Smart Working per le aziende

  • Riduzione dei costi. Riorganizzando gli spazi ed inserendo politiche di desk sharing, ambienti comuni, silent room, per andare incontro alla mobilità e flessibilità del lavoro, gli uffici si riducono, come i costi collegati. La riduzione dei costi è anche legata all’ottimizzazione dei processi (riduzione tempistiche, anomalie, rischi) e all’utilizzo di tecnologie collaborative che migliorano gli standard di lavoro.
  • Aumento brand awareness: un’azienda che adotta politiche di Smart Working, si distingue sul mercato ed è più attrattiva: per clienti, come per partner e – soprattutto – per futuri dipendenti. Si è più appetibili sul mercato e ci sono meno difficoltà nella ricerca di talenti.
  • Aumento produttività: lavoratore più produttivo significa team più produttivo, che a sua volta significa organizzazione più produttiva.
  • Possibilità di avere un ambiente di lavoro coeso, trasparente, collaborativo (perché il lavoratore è ingaggiato e coinvolto. Come già citato sopra nei vantaggi del lavoratore), che genera continuamente idee e le sperimenta internamente, per migliorare processi o offerta ai clienti.

Servono competenze e formazione per far crescere le PMI

Le competenze e i ruoli necessari all’interno dei processi tecnologici nelle PMI italiane sono spesso troppo frazionati o quasi inesistenti. Quasi la metà (44%) delle aziende medio piccole italiane, infatti, affida il presidio delle aree ICT e Digital al Responsabile IT il quale, nella maggioranza dei casi, è impiegato a gestire attività non innovative, ma di manutenzione ordinaria dei sistemi informatici. Solo il 20% delle PMI infatti dichiara di avere in organico un Innovation Manager che porti avanti progetti legati a percorsi di innovazione sui prodotti o su interi processi aziendali.

Vi sono poi quelle aziende (18%) che non riescono a coordinare in maniera centralizzata i progetti innovativi, ma affidano a responsabili di singole aree gli ambiti specifici (come un responsabile della sicurezza informatica, un eCommerce Manager, un Data Scientist).

Molte aziende, inoltre, ricorrono all’outsourcing, cercando all’esterno servizi e opportunità strategici in termini di competitività, come ad esempio l’e-commerce, il CRM, le piattaforme web. A frenare gli investimenti sulle risorse interne sono le difficoltà di acquisire competenze specifiche in azienda e i costi legati all’aggiornamento e alla formazione delle risorse dedicate.

Proprio la formazione sulle tematiche digitali è un altro punto su cui le PMI italiane fanno ancora troppo poco. La maggior parte di esse riserva al singolo la facoltà di formarsi su questi temi.

Le previsioni di investimento in processi digitali nel 2020 parlano di stagnazione e in alcuni casi anche di contrazione rispetto all’anno appena trascorso, confermando una visione di sviluppo in ottica 4.0 ancora troppo timida.

Tra i fattori che possono spiegare questo andamento vi è una visione imprenditoriale più attenta al breve che al medio lungo termine, oltre alla presenza di alcuni elementi di freno, come i costi di acquisto dei servizi digitali. La ricerca ha infatti rilevato come tali spese siano percepite come troppo elevate dal 27% degli intervistati. Altri fattori identificati come rilevanti sono la mancanza di competenze e di cultura digitale nell’organizzazione (24%) e lo scarso supporto da parte delle istituzioni (11%).

Si riscontra anche una scarsa conoscenza, da parte di chi guida le PMI italiane, degli incentivi messi in campo dal Governo, e si è rilevato che ad esempio il 68% degli imprenditori non è aggiornato sui voucher consulenza in innovazione promossi dal MISE.

Il compito di Be4 Innovation è proprio questo. Mettere in luce le possibilità al servizio delle PMI italiane e accompagnarle nel cammino dell’innovazione. Il supporto tecnico, amministrativo ed economico permette alle aziende di cogliere tempestivamente le occasioni offerte e beneficiare degli incentivi, per crescere in maniera costante e sostenibile. 

Industria 4.0 ai tempi del Coronavirus

I virus rappresentano un serio rischio sia per l’umanità che per il mondo digitale. L’epidemia di COVID-19 sta mettendo a dura prova tutta l’economia mondiale in generale e quella italiana in particolare. Com’è noto, l’unico mezzo per evitare un’ulteriore diffusione del contagio è quello di ridurre al minimo i contatti fisici con altre persone. Di qui le ordinanze di quarantena che hanno bloccato prima gran parte della Cina e ora la maggior parte dei paesi industriali, tra cui purtroppo primeggia l’Italia.

Per continuare a gestire in qualche modo le attività delle aziende, l’unica alternativa è costituita dal cosiddetto Smart Working (lavoro agile), una versione più moderna del lavoro a domicilio, che si basa sull’utilizzo di vari strumenti come PC, tablet e smartphone in grado di comunicare in rete in modo più o meno interattivo.

Mentre il puro scambio di dati è alla portata di tutti, utilizzando strumenti come e-mail, file transfer (FTP, We Transfer), messaggistica (WhatsApp), Social Network, condivisione di file in cloud (Microsoft OneDrive, Google Drive, Dropbox, etc), videochiamate e videoconferenza a livello base (Skype, Google Hangouts), l’utilizzo di piattaforme di collaborazione più avanzate, come MS Teams, WebEx, Goggle Hagouts Meets e Zoom (il più scaricato in questo periodo secondo Forbes) è più complesso poiché richiede un impegno organizzativo, un coordinamento da parte delle aziende e un minimo di formazione degli utenti.

Un altro limite è costituito dai problemi di sicurezza. Infatti, non è semplicissimo per personale digiuno di informatica destreggiarsi tra VPN, Firewall e sistemi di CyberSecurity.

Ancora più complesso è il governo dei sistemi produttivi. Premesso che ovviamente le fabbriche richiedono comunque una presenza umana per gestire le macchine e movimentare le materie prime e i prodotti finiti, le tecnologie abilitanti di Industria 4.0 forniscono un importantissimo contributo per rendere possibile il funzionamento delle fabbriche e della logistica con un minimo di personale.

Macchinari Intelligenti. I macchinari e gli impianti “4.0” sono dotati di PLC e PC industriali e sono programmati da potenti sistemi CAD e CAM. Questo rende possibile convertire velocemente la produzione, per esempio per produrre mascherine filtranti o parti di strumenti medicali, mentre i sistemi di tele-monitoraggio e tele-manutenzione consentono di controllarli a distanza, utilizzando programmi come Team Viewer, minimizzando quindi il numero di operatori presenti in fabbrica.

Robotica. I robot permettono di svolgere moltissime azioni in modo automatico o controllato a distanza dagli operatori nel campo della produzione e della logistica, ma anche operazioni di pulizia, sanificazione, movimentazione e vigilanza.

IoT. L’elevato grado di connettività presente in molte fabbriche e impianti semplifica il funzionamento cooperativo, il controllo a distanza degli ambienti produttivi e la gestione degli allarmi.

Stampa 3D. È possibile realizzare velocemente parti di ricambio per sistemi medicali come pubblicato dal Corriere della Sera nell’articolo “Coronavirus, mancano le valvole per i respiratori: ingegnere ne dona 100 prodotte con la stampa 3D”  e da StartupItalia nell’articolo “Coronavirus, le valvole salvavita stampate in 3D (in 6 ore)“. Ed è possibile modificare prodotti esistenti per utilizzarli nella lotta al virus come pubblicato da Rai News nell’articolo “Coronavirus. Maschere da snorkeling diventano ventilatori ospedalieri grazie alla stampa 3D”, o creare nuovi prodotti in tempi ridottissimi come pubblicato da 3D printing “Coronavirus: Wasp stampa in 3D mascherine e caschi da lavoro“, integrando la creatività e l’abilità artigianale italiana con la flessibilità della produzione additiva. Anche la Commissione Europea ha chiesto aiuto agli operatori della stampa 3D come pubblicato da “Polimerica“.

Realtà Aumentata – I sistemi di AR, consentono di utilizzare in tempo reale le competenze di esperti che possono trovarsi ovunque, anche in quarantena, per supportare il personale presente in sede.

Quindi possiamo affermare con certezza che le tecnologie Industria 4.0 abilitano il paradigma della fabbrica sostenibile, iper-connessa, agile, flessibile, resiliente, affidabile e che in questo periodo di criticità, possono essere un valido sostegno nella gestione di alcune delle difficoltà che le aziende si trovano ad affrontare. 

Nello specifico, richiamiamo l’attenzione su quanto già presente a favore dell’adozione di tecnologie che consentono di controllare e gestire i processi aziendali da remoto.

La Legge di bilancio 2020 ha introdotto un nuovo credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali riportati agli Allegati A e B della L. 232/2016, in sostituzione delle precedenti misure agevolative note come “super ammortamento” e “iper ammortamento”. In particolare, alcune categorie agevolate di beni immateriali “Industria 4.0” possono risultare particolarmente utili nel presente contesto, quali ad esempio i software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell’IoT e/o del cloud computing).

Il 4.0 piace anche alle piccole imprese: il 34% ha usato gli incentivi

La digitalizzazione dell’industria non è una trasformazione per pochi eletti. Anche le piccole e medie imprese, con tutte le difficoltà del caso, si sono messe in marcia e ora un’indagine svolta dal Ministero dello Sviluppo Economico parla di una prima inversione di tendenza: quasi una su tre utilizza tecnologie 4.0 o ha in programma di farlo. In particolare, il 17,7% delle imprese che hanno tra 10 e 49 addetti già impiega sistemi che vanno dall’internet of things alla robotica, fino alla manifattura additiva al cloud. Il 9,4% ha intenzione di adottarli a breve. Un altro 1,2% è invece già dentro il paradigma 4.0 come produttore.

Il risveglio delle imprese fino a 50 dipendenti

Il picco naturalmente si registra oltre i 50 dipendenti: 32,2% di utilizzatori fino a 249 e 45,2% oltre i 250. Se poi si include nella valutazione tutto l’universo industriale, comprese le microimprese (1-9 addetti), meno sensibili alla svolta, il totale ovviamente si abbassa: 8,6% di «imprese 4.0». Ciò che appare chiaro però è il risveglio delle imprese tra 10 e 49 addetti. Anche l’Istat – nel suo recente rapporto sulla competitività dei settori produttivi – offre alcuni segnali interessanti, pur con la necessaria cautela.

Iperammortamento fiscale decisivo

Per oltre un terzo delle imprese con meno di 50 addetti (34,2%) l’iper ammortamento fiscale che incentiva l’acquisto di tecnologie 4.0 è stato rilevante per la scelta di investire, a fronte del 57,6% delle grandi. Le “piccole” hanno poi rappresentato il 68% delle imprese beneficiarie del credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, sempre più finalizzato alle trasformazioni digitali. Dall’altro lato però, per evitare trionfalismi prematuri, va ricordato che a fronte del 67% complessivo di imprese che nel 2017 ha dichiarato di aver effettuato nuovi investimenti, l’Istat stima che per le Pmi la quota si fermi ancora al 42%.

Lo scarto nella distribuzione territoriale

Non è irrilevante nemmeno la distribuzione territoriale. L’anticipazione dell’indagine segnala uno scarto significativo: 9,4% di diffusione al Centro Nord, 6,2% al Sud. Da uno studio del Laboratorio manifattura digitale dell’Università di Padova (vedi allegato) – condotto a campione sulle sole imprese manifatturiere di Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna – emergono dati ancora più chiari: in questo caso le imprese che adottano industria 4.0 salgono al 18,6% e tra queste sei su dieci sono micro piccole imprese.

«Competenze» ancora inadeguate

Gabriele Zanon, A.D. di BE4 Innovation, parla di una diffusione sempre maggiore pur in un quadro di «competenze» ancora inadeguate. «Il Governo ha disegnato strumenti semplici proprio a misura di piccole imprese – dice -: incentivi automatici di immediato utilizzo. E si iniziano a vedere i risultati: non è vero che Industria 4.0 è un programma per le grandi aziende». Poi però emerge netto il deficit di competenze, difficoltà principale per un quarto delle imprese che inizia a investire. «Certo, al di là delle dimensioni – aggiunge Zanon – conta anche la sensibilità all’innovazione del singolo imprenditore ed incide la presenza di competenze adeguate tra i dipendenti e gli stessi manager. Il Governo ha intrapreso un nuovo processo per sbloccare il credito di imposta per la formazione 4.0 e avviare i competence center per accelerare anche in questo campo».

Gennaio 2020 – Da non perdere

Edoardo Segantini, giornalista del “Corriere della Sera” esperto di nuove tecnologie ed ex manager delle telecomunicazioni italiane, ha raccolto in un libro 14 biografie lavorative di “personaggi non illustri” della cosiddetta industria 4.0: operai, tecnici, sindacalisti, manager, imprenditori di età, settori e distretti industriali diversi. Il titolo La nuova chiave a stella (Storie di persone nella fabbrica del futuro), è ispirato a un romanzo di Primo Levi che vinse il Premio Strega nel 1979, La chiave a stella (1978), e che racconta la storia di un operaio montatore giramondo secondo cui “amare il proprio lavoro (…) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra”.

Ed è proprio la rinnovata gratificazione del lavoro e del lavorare nell’industria 4.0 il tema chiave del libro di Segantini. L’industria 4.0 emerge dalla cosiddetta quarta rivoluzione industriale, quella spinta dalla digitalizzazione, così come le precedenti tre sono state favorite dal vapore, dall’elettricità e dall’informatica. In particolare, la quarta rivoluzione industriale prevede “una ‘fabbrica che risponde’, rapidamente e su misura, alle esigenze dei clienti, creando una collaborazione e un intreccio inediti con i dipendenti e con i fornitori. È il passaggio dalla produzione per il magazzino all’assemblaggio personalizzato.

BANDO REGIONALE SCUP: Il bando regionale a supporto delle start up innovative scade il 31/01/2020 alle ore 12.00.

Il Bando sostiene la realizzazione di programmi di investimento e sviluppo (business plan) da parte di start up innovative di piccola dimensione che abbiano superato la fase di esplorazione iniziale/primo avvio e possiedano il potenziale per effettuare una rapida e significativa penetrazione del mercato.

La misura agisce in sinergia con conferimenti di capitale da parte di investitori di diversa tipologia, funzionali alla realizzazione del business plan e di entità almeno pari al contributo richiesto. La start up deve pertanto presentare un business plan che evidenzi chiaramente:

  1. a) le attività e spese sostenute/da sostenersi con le risorse apportate dagli investitori (“progetto investitori”);
  2. b) le attività e spese per le quali viene richiesta l’agevolazione (“progetto ad aiuto regionale”).

L’agevolazione è concessa ai sensi dell’art. 22 (Aiuti alle imprese in fase di avviamento) del Regolamento (UE) n. 651/2014 e consiste in un contributo a fondo perduto compreso tra 150.000 e 500.000 euro, a copertura fino al 100% dei costi ritenuti ammissibili nell’ambito del “progetto ad aiuto regionale”, parte del business plan.

1.    BANDO REGIONALE per la progettazione e realizzazione di interventi di welfare aziendali. Il bando regionale scade il 27/02/2020 alle ore 12.00.

Obiettivo della Misura è favorire l’implementazione di esperienze virtuose di welfare aziendale di secondo livello, da parte di aziende private, in risposta alla domanda di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sviluppare e/o ottimizzare i servizi per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, dei loro familiari nonché della cittadinanza in generale.

La Misura, che si rivolge prioritariamente alle piccole e medie imprese, anche incoraggiando la collaborazione inter-aziendale, è finalizzata alla progettazione e implementazione, soprattutto condivisa, di servizi di welfare aziendale. Le grandi imprese possono presentare proposte progettuali, purché fortemente condivise con il territorio, anche in ATI con PMI del territorio stesso.

La Misura finanzierà, con obbligo di cofinanziamento, progetti di Imprese singole o di Associazioni Temporanee di Imprese – ATI, che, mediante reti territoriali di soggetti funzionali al raggiungimento dell’obiettivo, sviluppino sistemi di welfare destinati al loro personale dipendente ed, eventualmente, ad altri/e lavoratori o lavoratrici del territorio di riferimento.

In particolare, verranno finanziate le attività inerenti la definizione e l’avvio dei Piani di welfare finalizzati all’erogazione di servizi nelle macro-aree “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, “politiche per le pari opportunità” e “sostegno alla cultura di benessere globale delle lavoratrici e dei lavoratori”, nonché azioni di volontariato aziendale e attività organizzative e di raccordo delle reti territoriali.

Strumento finanziario a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI piemontesi – Empowerment Internazionale

La Regione Piemonte, al fine di dare attuazione al POR FESR 2014-2020, ha inteso rafforzare il proprio sostegno a favore delle PMI promuovendo politiche volte all’incremento del livello di internazionalizzazione delle imprese, in particolare attraverso iniziative che permettano loro di proporsi sui mercati esteri con un offerta ed una presenza più competitiva, di conferire maggior valore aggiunto ai prodotti e servizi proposti, di strutturarsi ed acquisire esperienza sui mercati esteri.

Attraverso il presente bando le aziende interessate possono presentare un progetto di internazionalizzazione ed ottenere un  finanziamento a tasso zero, a copertura di una quota fino al 70% del piano di spesa approvato, collegato ad un finanziamento bancario a tassi di mercato a copertura della restante parte del programma di spesa stesso.

Il Bando prevede l’istruttoria delle domande e di selezione dei progetti di tipo valutativo a sportello e le agevolazioni vengono concesse sulla base del Regolamento (UE) N. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”.

BANDO MISE Brevetti +

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

I beneficiari possono essere micro, piccole e medie imprese, comprese le start up innovative, cui è riservato il 15% delle risorse stanziate.

Le domande di concessione devono essere presentate dal 30 Gennaio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse.

BANDO MISE Disegni +4

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla la messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 – Produzione)  e alla commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione).

I beneficiari possono essere micro, piccole e medie imprese.

Le domande di concessione devono essere presentate a Unioncamere dal 27 Febbraio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse

BANDO MISE Marchi +3

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla registrazione di marchi europei e marchi internazionali.

I beneficiari possono essere imprese di micro, piccola e media dimensione.

Le domande di concessione devono essere presentate ad Unioncamere dal 30 marzo 2020 e fino a esaurimento delle risorse.

BANDO MISE Poc (Proof of Concept)

Vengono finanziati programmi di valorizzazione di brevetti, attraverso progetti Proof of Concept (PoC), al fine di innalzarne il livello di maturità tecnologica.

I beneficiari possono essere università, enti pubblici di ricerca ed istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS).

Le domande di concessione devono essere presentate ad Invitalia dal 13 gennaio 2020 al 27 febbraio 2020.

Gennaio 2020 – Focus su bonus formazione 4.0

La Legge di Bilancio 2020 proroga il Bonus Formazione 4.0 per tutto il 2020, con alcune modifiche. La misura prevede una semplificazione delle procedure ed una nuova aliquota agevolativa per la formazione per lavoratori “svantaggiati” o “molto svantaggiati”.

Cos’è il Credito d’imposta Formazione 4.0?

Il Bonus Formazione 4.0, misura prevista dalla Legge di Bilancio 2018 e già prorogata nel 2019, si rivolge a tutte le imprese presenti sul territorio nazionale, che investono in attività di formazione per acquisire o consolidare le conoscenze tecnologiche previste dal Piano Nazionale Industria 4.0 (ora Impresa 4.0).

Quali sono le Attività ammesse al Bonus Formazione 4.0?

Il credito d’imposta è applicabile sulle spese relative al costo aziendale del personale dipendente impegnato nelle attività di formazione e del personale che svolge attività di docenza.

Il focus sulla Formazione 4.0 coinvolge le attività rilevanti per la trasformazione e l’innovazione tecnologica e digitale delle imprese, come l’applicazione big data e analisi dei dati, cloud e cyber security, robotica avanzata e sistemi di realtà virtuale, IoT, integrazione digitale dei processi aziendali ed altre attività previste dal Piano Industria 4.0.

Sono escluse dalla misura le attività di formazione ordinaria o periodica organizzate per conformarsi alle norme in tema di sicurezza, salute, protezione dell’ambiente e qualsiasi altra tipologia di formazione obbligatoria.

Quali sono le modifiche introdotte dal Bonus Formazione 4.0 dalla Legge di Bilancio 2020?

La Legge di Bilancio 2020, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, apporta un’importante semplificazione alla procedura del Credito d’imposta Formazione 4.0: il Bonus nel 2020 prevede infatti l’eliminazione dell’obbligo di firmare gli accordi sindacali aziendali o territoriali.

Il Bonus Formazione 4.0 consiste in un credito d’imposta in base alla tipologia di intervento, fruibile in compensazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui si sono sostenute le spese.

Le aliquote già previste dal Bonus Formazione fino al 2019 sono riconfermate per il 2020, con l’aggiunta di un ulteriore incentivo del 60% dedicato alle imprese che svolgono attività formativa alla quale partecipano lavoratori dipendenti “svantaggiati” o “molto svantaggiati” come definiti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel Decreto del 17 ottobre 2017.

Riepilogando, il Bonus Formazione 4.0 prevede un credito d’imposta sulle spese ammissibili, in base alle seguenti intensità:

– 30% per le grandi imprese, fino ad un credito massimo di 200.000 €

– 40% per le medie imprese, fino ad un credito massimo di 300.000 €

– 50% per le piccole imprese, fino ad un credito massimo di 300.000 €

– 60% per imprese che svolgono attività formativa alla quale partecipano lavoratori dipendenti “svantaggiati” o “molto svantaggiati”

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BANDO REGIONALE SCUP: Il bando regionale a supporto delle start up innovative scade il 31/01/2020 alle ore 12.00.

Il Bando sostiene la realizzazione di programmi di investimento e sviluppo (business plan) da parte di start up innovative di piccola dimensione che abbiano superato la fase di esplorazione iniziale/primo avvio e possiedano il potenziale per effettuare una rapida e significativa penetrazione del mercato.

La misura agisce in sinergia con conferimenti di capitale da parte di investitori di diversa tipologia, funzionali alla realizzazione del business plan e di entità almeno pari al contributo richiesto. La start up deve pertanto presentare un business plan che evidenzi chiaramente:

  1. a) le attività e spese sostenute/da sostenersi con le risorse apportate dagli investitori (“progetto investitori”);
  2. b) le attività e spese per le quali viene richiesta l’agevolazione (“progetto ad aiuto regionale”).

L’agevolazione è concessa ai sensi dell’art. 22 (Aiuti alle imprese in fase di avviamento) del Regolamento (UE) n. 651/2014 e consiste in un contributo a fondo perduto compreso tra 150.000 e 500.000 euro, a copertura fino al 100% dei costi ritenuti ammissibili nell’ambito del “progetto ad aiuto regionale”, parte del business plan.

1.    BANDO REGIONALE per la progettazione e realizzazione di interventi di welfare aziendali. Il bando regionale scade il 27/02/2020 alle ore 12.00.

Obiettivo della Misura è favorire l’implementazione di esperienze virtuose di welfare aziendale di secondo livello, da parte di aziende private, in risposta alla domanda di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sviluppare e/o ottimizzare i servizi per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, dei loro familiari nonché della cittadinanza in generale.

La Misura, che si rivolge prioritariamente alle piccole e medie imprese, anche incoraggiando la collaborazione inter-aziendale, è finalizzata alla progettazione e implementazione, soprattutto condivisa, di servizi di welfare aziendale. Le grandi imprese possono presentare proposte progettuali, purché fortemente condivise con il territorio, anche in ATI con PMI del territorio stesso.

La Misura finanzierà, con obbligo di cofinanziamento, progetti di Imprese singole o di Associazioni Temporanee di Imprese – ATI, che, mediante reti territoriali di soggetti funzionali al raggiungimento dell’obiettivo, sviluppino sistemi di welfare destinati al loro personale dipendente ed, eventualmente, ad altri/e lavoratori o lavoratrici del territorio di riferimento.

In particolare, verranno finanziate le attività inerenti la definizione e l’avvio dei Piani di welfare finalizzati all’erogazione di servizi nelle macro-aree “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, “politiche per le pari opportunità” e “sostegno alla cultura di benessere globale delle lavoratrici e dei lavoratori”, nonché azioni di volontariato aziendale e attività organizzative e di raccordo delle reti territoriali.

Strumento finanziario a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI piemontesi – Empowerment Internazionale

La Regione Piemonte, al fine di dare attuazione al POR FESR 2014-2020, ha inteso rafforzare il proprio sostegno a favore delle PMI promuovendo politiche volte all’incremento del livello di internazionalizzazione delle imprese, in particolare attraverso iniziative che permettano loro di proporsi sui mercati esteri con un offerta ed una presenza più competitiva, di conferire maggior valore aggiunto ai prodotti e servizi proposti, di strutturarsi ed acquisire esperienza sui mercati esteri.

Attraverso il presente bando le aziende interessate possono presentare un progetto di internazionalizzazione ed ottenere un  finanziamento a tasso zero, a copertura di una quota fino al 70% del piano di spesa approvato, collegato ad un finanziamento bancario a tassi di mercato a copertura della restante parte del programma di spesa stesso.

Il Bando prevede l’istruttoria delle domande e di selezione dei progetti di tipo valutativo a sportello e le agevolazioni vengono concesse sulla base del Regolamento (UE) N. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”.

BANDO MISE Brevetti +

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

I beneficiari possono essere micro, piccole e medie imprese, comprese le start up innovative, cui è riservato il 15% delle risorse stanziate.

Le domande di concessione devono essere presentate dal 30 Gennaio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse.

BANDO MISE Disegni +4

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla la messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 – Produzione)  e alla commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione).

I beneficiari possono essere micro, piccole e medie imprese.

Le domande di concessione devono essere presentate a Unioncamere dal 27 Febbraio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse

BANDO MISE Marchi +3

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla registrazione di marchi europei e marchi internazionali.

I beneficiari possono essere imprese di micro, piccola e media dimensione.

Le domande di concessione devono essere presentate ad Unioncamere dal 30 marzo 2020 e fino a esaurimento delle risorse.

BANDO MISE Poc (Proof of Concept)

Vengono finanziati programmi di valorizzazione di brevetti, attraverso progetti Proof of Concept (PoC), al fine di innalzarne il livello di maturità tecnologica.

I beneficiari possono essere università, enti pubblici di ricerca ed istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS).

Le domande di concessione devono essere presentate ad Invitalia dal 13 gennaio 2020 al 27 febbraio 2020.

Gennaio 2020 – Digital transformation, gli ostacoli per le aziende italiane

Una ricerca condotta da IDC ha messo in luce i principali ostacoli per le PMI italiane  nel contesto 4.0

Qual è la sfida maggiore per le PMI italiane per abbracciare l’innovazione portata dall’Industria 4.0? Investimenti, conoscenze o concorrenza? No stando alla ricerca “Azienda del futuro e trasformazione digitale: sfide e opportunità per sprigionare i talenti” condotta da IDC il problema principale è il cambio culturale.

Insomma la maggior parte delle aziende italiane non sono pronte, psicologicamente, a stravolgere dei processi e dei modelli produttivi che usano ormai da anni. Quasi la metà degli imprenditori intervistati, il 46% per la precisione, ha dichiarato che l’ostacolo più grande per la propria azienda sarà riuscire a cambiare mentalità e adattarsi a lavorare con nuove tecnologie come Internet of Things, Cloud e Intelligenza Artificiale. Solo per citarne alcune. L’indagine ha coinvolto 1.469 responsabili HR aziendali e manager di linea in PMI Italiane (fatturato tra 1 e 50 milioni di euro e 10/300 dipendenti).

I dati dell’indagine

Nonostante la paura del cambiamento il 91% delle PMI italiane intervistate ha dichiarato che il passaggio, più rapido possibile, al contesto 4.0 significherà una crescita per l’azienda. Purtroppo però solo il 63% degli imprenditori hanno già attuato dei piani concreti per adattarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli produttivi. L’indagine ha provato anche a rispondere a questa carenza. Non si tratta solo di una mancanza di sponsor o di sostegni finanziari che aiutino in questa fase di cambiamento. Per il 26% delle aziende il problema maggiore è trovare le figure professionali adatte per traghettare l’impresa in questa fase di rivoluzione.

Il 42% sta anche pensando di ricercare nuove figure per colmare le lacune interne alla PMI in chiave Industria 4.0.

Per molti responsabili delle PMI italiane un nuovo manager in azienda, con particolari conoscenze nel campo della digitalizzazione, permetterebbe all’impresa un salto di qualità in termini di competitività e innovazione.

A questa linea strategica principale, si aggiunge la necessità di utilizzare nuove tecniche di misurazione dei benefici e degli impatti dei progetti di innovazione: le aziende stanno iniziando, infatti, a basare le proprie decisioni e le proprie strategie su nuove metriche e KPI che possono garantire una migliore quantificazione dei risultati dei progetti di digitalizzazione, come il livello di innovazione (in termini finanziari, di business e di operatività), i livelli di supporto ai clienti, il livello di capitalizzazione dei dati, l’aumento delle aspettative dei clienti in merito ai prodotti e ai servizi digitali o l’incremento della produttività in seguito all’implementazione di iniziative digitali.

Un’altra linea strategica rilevante per il 2020 per le aziende italiane è la riorganizzazione dell’impresa per agire nell’economia digitale, ossia prevedere una struttura che sia in grado di supportare l’ideazione, l’esecuzione e la gestione delle iniziative di Trasformazione Digitale. I nuovi modelli possono prevedere, ad esempio, la creazione di “team digitali” trasversali alle diverse funzioni aziendali, ossia diversi specialisti che hanno il compito di ideare, progettare, implementare e gestire le iniziative di digitalizzazione.

Per bilanciare al meglio le necessità di nuove competenze ed i costi necessari per ottenerle le PMI si rivolgono a strutture altamente specializzate, come BE4 INNOVATION, in grado di mettere a disposizione tutte le competenze tecnologiche e di processo attingendo al proprio network di professionisti e Innovation Manager che possono essere utilizzati on demand dalle imprese. Questo modello permette alle aziende di gestire in modo flessibile i costi avendo sempre a disposizione le migliori professionalità necessarie.

BANDO REGIONALE SCUP: Il bando regionale a supporto delle start up innovative scade il 31/01/2020 alle ore 12.00.

Il Bando sostiene la realizzazione di programmi di investimento e sviluppo (business plan) da parte di start up innovative di piccola dimensione che abbiano superato la fase di esplorazione iniziale/primo avvio e possiedano il potenziale per effettuare una rapida e significativa penetrazione del mercato.

La misura agisce in sinergia con conferimenti di capitale da parte di investitori di diversa tipologia, funzionali alla realizzazione del business plan e di entità almeno pari al contributo richiesto. La start up deve pertanto presentare un business plan che evidenzi chiaramente:

  1. a) le attività e spese sostenute/da sostenersi con le risorse apportate dagli investitori (“progetto investitori”);
  2. b) le attività e spese per le quali viene richiesta l’agevolazione (“progetto ad aiuto regionale”).

L’agevolazione è concessa ai sensi dell’art. 22 (Aiuti alle imprese in fase di avviamento) del Regolamento (UE) n. 651/2014 e consiste in un contributo a fondo perduto compreso tra 150.000 e 500.000 euro, a copertura fino al 100% dei costi ritenuti ammissibili nell’ambito del “progetto ad aiuto regionale”, parte del business plan.

1.    BANDO REGIONALE per la progettazione e realizzazione di interventi di welfare aziendali. Il bando regionale scade il 27/02/2020 alle ore 12.00.

Obiettivo della Misura è favorire l’implementazione di esperienze virtuose di welfare aziendale di secondo livello, da parte di aziende private, in risposta alla domanda di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sviluppare e/o ottimizzare i servizi per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, dei loro familiari nonché della cittadinanza in generale.

La Misura, che si rivolge prioritariamente alle piccole e medie imprese, anche incoraggiando la collaborazione inter-aziendale, è finalizzata alla progettazione e implementazione, soprattutto condivisa, di servizi di welfare aziendale. Le grandi imprese possono presentare proposte progettuali, purché fortemente condivise con il territorio, anche in ATI con PMI del territorio stesso.

La Misura finanzierà, con obbligo di cofinanziamento, progetti di Imprese singole o di Associazioni Temporanee di Imprese – ATI, che, mediante reti territoriali di soggetti funzionali al raggiungimento dell’obiettivo, sviluppino sistemi di welfare destinati al loro personale dipendente ed, eventualmente, ad altri/e lavoratori o lavoratrici del territorio di riferimento.

In particolare, verranno finanziate le attività inerenti la definizione e l’avvio dei Piani di welfare finalizzati all’erogazione di servizi nelle macro-aree “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, “politiche per le pari opportunità” e “sostegno alla cultura di benessere globale delle lavoratrici e dei lavoratori”, nonché azioni di volontariato aziendale e attività organizzative e di raccordo delle reti territoriali.

Strumento finanziario a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI piemontesi – Empowerment Internazionale

La Regione Piemonte, al fine di dare attuazione al POR FESR 2014-2020, ha inteso rafforzare il proprio sostegno a favore delle PMI promuovendo politiche volte all’incremento del livello di internazionalizzazione delle imprese, in particolare attraverso iniziative che permettano loro di proporsi sui mercati esteri con un offerta ed una presenza più competitiva, di conferire maggior valore aggiunto ai prodotti e servizi proposti, di strutturarsi ed acquisire esperienza sui mercati esteri.

Attraverso il presente bando le aziende interessate possono presentare un progetto di internazionalizzazione ed ottenere un  finanziamento a tasso zero, a copertura di una quota fino al 70% del piano di spesa approvato, collegato ad un finanziamento bancario a tassi di mercato a copertura della restante parte del programma di spesa stesso.

Il Bando prevede l’istruttoria delle domande e di selezione dei progetti di tipo valutativo a sportello e le agevolazioni vengono concesse sulla base del Regolamento (UE) N. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”.

BANDO MISE Brevetti +

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

I beneficiari possono essere micro, piccole e medie imprese, comprese le start up innovative, cui è riservato il 15% delle risorse stanziate.

Le domande di concessione devono essere presentate dal 30 Gennaio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse.

BANDO MISE Disegni +4

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla la messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 – Produzione)  e alla commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione).

I beneficiari possono essere micro, piccole e medie imprese.

Le domande di concessione devono essere presentate a Unioncamere dal 27 Febbraio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse

BANDO MISE Marchi +3

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla registrazione di marchi europei e marchi internazionali.

I beneficiari possono essere imprese di micro, piccola e media dimensione.

Le domande di concessione devono essere presentate ad Unioncamere dal 30 marzo 2020 e fino a esaurimento delle risorse.

BANDO MISE Poc (Proof of Concept)

Vengono finanziati programmi di valorizzazione di brevetti, attraverso progetti Proof of Concept (PoC), al fine di innalzarne il livello di maturità tecnologica.

I beneficiari possono essere università, enti pubblici di ricerca ed istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS).

Le domande di concessione devono essere presentate ad Invitalia dal 13 gennaio 2020 al 27 febbraio 2020.

Gennaio 2020 – Intervista alla Dottoressa Pierandrea

Il piano industria 4.0 – impresa 4.0 cambia pelle. Con l’approvazione, ormai scontata, dei nuovi incentivi proposti dal Ministero dello Sviluppo Economico, Super e Iperammortamento lasciano il posto a un nuovo credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, con l’intenzione di dare una rinnovata attrattività al piano e di ampliarne la base dei potenziali utenti. E non è l’unica novità: cambia anche il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo che si estende a innovazione e design, con un focus speciale sui progetti green e 4.0.

Per fare il punto sulle novità in via di introduzione e capire se e come potranno favorire effettivamente le nostre imprese manifatturiere abbiamo intervistato Rita Pierandrea, amministratore delegato della BE4 INNOVATION, una delle principali realtà che supportano le aziende nella scelta dei migliori strumenti a supporto della competitività.

Nel primo comma del nuovo articolo 22, si esplicita l’obiettivo di sostenere “il processo di transizione digitale delle imprese, la spesa privata in ricerca e sviluppo e in innovazione tecnologica, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, l’accrescimento delle competenze nelle materie connesse alle tecnologie abilitanti il processo di transizione tecnologica e digitale, nonché razionalizzare e stabilizzare il quadro agevolativo di riferimento in un orizzonte temporale pluriennale, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica”. C’è insomma un orizzonte pluriennale delle nuove misure, benché poi le norme si limitino, per ragioni di bilancio, a disporre la validità dei nuovi incentivi solo per un anno. Qual è il suo punto di vista? 

PIERANDREA – Un Piano così importante per la competitività delle imprese deve necessariamente cambiare nel tempo, per venire incontro ad esigenze nuove e diverse rispetto a quelle di qualche anno fa: è fondamentale analizzare cosa ha funzionato e cosa poteva essere fatto meglio, per incentivare gli imprenditori ad innovare ulteriormente. Noi di BE4 INNOVATION ci occupiamo di incentivi e contributi alle imprese da diverso tempo, toccando con mano le difficoltà delle aziende: per quanto riguarda la nostra esperienza riteniamo che le misure strutturali sono in grado di dare più garanzie agli imprenditori e consentano di programmare per tempo gli investimenti.

A suo avviso i nuovi strumenti consentiranno effettivamente di ampliare la platea delle imprese che hanno accesso agli incentivi, come vorrebbe il Governo?

PIERANDREA – Le modifiche ipotizzate ad oggi non fanno pensare a grandi cambiamenti in quanto a numero di potenziali fruitori del Piano Impresa 4.0: ci sono spunti interessanti, ma fino a quando si ragionerà a breve termine, i miglioramenti non saranno rilevanti. BE4 INNOVATION, dal canto suo, continua nel nord Italia la propria opera di informazione ed “alfabetizzazione 4.0” verso le aziende, specie PMI, che molto spesso non sanno di avere i requisiti per accedere alle agevolazioni pubbliche.
Per fare un esempio, i nostri tutor contattano regolarmente le imprese per informarle di ogni nuova opportunità disponibile (che sia una misura emanata dall’Europa, dal Governo italiano, dalle regioni o dalle camere di commercio).
In questo modo vengono tempestivamente a conoscenza degli incentivi, senza
rischiare che vengano inutilizzati. A breve sarà disponibile un Portale Web riservato ai nostri clienti che potranno verificare in real time tutte le novità in ambito finanza agevolata 4.0 ed avranno a disposizione una libreria virtuale di autoformazione per attivare percorsi formativi specifici sui principali temi di Industria 4.0

Entrando nel dettaglio, quali sono i vantaggi e gli svantaggi del nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali rispetto alla maggiorazione degli ammortamenti? Insomma, il nuovo sistema si presenta più o meno conveniente rispetto a quello attuale?

PIERANDREA – In termini meramente economici, gli importi si ridurrebbero leggermente, anche se in maniera non significativa. L’utilizzo in compensazione su 5 anni comporterebbe però una velocizzazione dei tempi di fruizione dell’incentivo. Il punto fondamentale resta comunque l’introduzione di misure strutturali: senza la certezza di una durata almeno triennale il rischio è sempre quello di non consentire un’adeguata pianificazione utile alla crescita delle imprese.

Sarà abbassata a 300 mila euro la soglia degli investimenti per i quali vi è necessità di produrre una perizia (non più giurata) o una attestazione da parte di un Ente accreditato. È un aggravio burocratico o un’iniziativa giusta?

PIERANDREA – Fino al 2019 la normativa prevedeva una perizia tecnica giurata obbligatoria per investimenti superiori a 500 mila euro. Da quanto emerge dalle ultime modifiche approvate negli scorsi giorni al Senato, la soglia si abbasserà a 300 mila euro, ma senza obbligo di perizia giurata: basterà infatti una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti ai rispettivi albi professionali, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

Come BE4 Innovation ci siamo occupati da subito di Industria 4.0 e, a fronte della nostra esperienza maturata nel corso degli anni, abbiamo sempre suggerito agli imprenditori di optare per la perizia giurata: anche quando non obbligatoria, essa mette al riparo da eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate in merito all’ammissibilità del progetto presentato e tutela gli imprenditori sul rispetto dei vincoli da seguire per definire un bene iperammortizzabile. Troppo spesso, infatti, ho visto considerare un bene iperammortizzabile solo in virtù della sua predisposizione 4.0, non basta!

Una delle novità previste dalla nuova disciplina sarebbe la possibilità di fruire dell’incentivo sul software indipendentemente dall’acquisto di beni materiali 4.0. Un grande vantaggio per le PMI…

PIERANDREA – A conti fatti, sembrerebbe l’unico vantaggio tangibile tra tutte le proposte sinora avanzate. Come evidenziato da più parti, gli investimenti in software sono in crescita e sempre più necessari per la transizione digitale del tessuto produttivo italiano.

La disciplina del nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali prevede, a differenza di quanto previsto per i super e iper-ammortamenti, l’indicazione nella fattura di acquisto del bene di un’apposita dicitura (già dal 1° gennaio 2020).

L’art. 1 comma 195 della L. 160/2019 prevede infatti che “ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere ‘espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194”.

Consiglio quindi, in caso di acquisto, di comunicare al fornitore del bene la richiesta di inserire in uno dei campi descrittivi della fattura elettronica di acquisto l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194 dell’art. 1 della L. 160/2019.

Altra grande novità è la modifica del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo che cambia nell’intensità e si allarga anche a innovazione e design. È una modifica che ha senso? Il Governo sostiene che in questo modo si ridurranno anche i contenziosi con l’Agenzia delle Entrate, che pare siano numerosi su questo incentivo…

PIERANDREA – Il nuovo credito d’imposta allargato a innovazione e design consentirebbe l’accesso all’agevolazione anche a numerose piccole e medie imprese che, con la precedente normativa, non avrebbero i requisiti per presentare progetti di
ricerca e sviluppo. Per quanto riguarda i contenziosi, l’auspicio è quello di avere chiarezza da parte del legislatore in merito agli ambiti di applicazione e alle corrette definizioni di ricerca e sviluppo, innovazione e design: solo così sarà possibile ridurre contenziosi dovuti ad errate interpretazioni della normativa.

L’idea di inserire un’agevolazione al 6% anche per il design, con riferimento ad alcuni specifici settori del made in Italy, vi sembra una buona iniziativa?

PIERANDREA – Il design rappresenta da sempre uno dei fiori all’occhiello del sistema manifatturiero italiano, che ci rappresenta in tutto il mondo. Ho trovato quindi assolutamente opportuna e d’obbligo questa iniziativa se vogliamo continuare a differenziarci in un mondo sempre più globale.

In queste settimane le aziende hanno la possibilità di fare richiesta del nuovo  voucher per acquisire i servizi di un innovation manager esterno. Qual è il suo  giudizio su questa misura?

PIERANDREA – Considero l’innovazione come un asset assolutamente strategico per la crescita delle imprese italiane, specie le PMI. L’introduzione di consulenti con una solida esperienza alle spalle può portare grande giovamento a realtà spesso poco strutturate per riuscire ad innovare da sole. Auspico che anche questa misura venga riproposta per i prossimi anni divenendo stabile, per favorire ulteriormente la transizione verso l’industria 4.0. Tra l’altro all’interno della nostra organizzazione trovano spazio numerosi Innovation Manager che possono mettere a disposizione dei nostri clienti la loro esperienza e capacità innovativa.

A supporto della competitività delle imprese non c’è solo il piano Impresa 4.0, ma anche una serie di altre misure messe in campo dalle Regioni con le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. Il sistema paese sta sfruttando in maniera adeguata questa opportunità?

PIERANDREA – Stando ai dati della Commissione Europea sull’utilizzo del Fondo di Sviluppo Regionale (FESR), al 30/9/2019 in Italia sono stati approvati progetti per un importo pari all’81% del totale disponibile. Considerando che la dotazione copre anche il 2020, si potrebbe pensare che al termine dei 7 anni sarà utilizzato il 100% o quasi. Il dato preoccupante, però, è che solo il 24% del totale disponibile è stato già erogato. Questo dimostra, al netto di eventuali intoppi amministrativi, che le aziende fanno davvero fatica ad arrivare in fondo all’iter progettuale, ovvero l’erogazione dei contributi. Il nostro consiglio è di affidarsi a società specializzate, come BE4 INNOVATION, che affiancano le imprese in tutte le fasi, aiutandole a superare gli ostacoli burocratici che si possono presentare nei momenti più delicati.

BE4 INNOVATION, risulta tra le prime realtà del nord Italia in ambito finanza agevolata 4.0 sia per il volume di incentivi erogati alle aziende sia per il numero di clienti gestiti . Ci racconta che cosa c’è dietro il successo che state riscontrando sul mercato?

PIERANDREA – C’è un percorso, senza dubbio lungo e faticoso, ma anche ricco di soddisfazioni. Un percorso fatto di etica, affidabilità e competenza. Abbiamo saputo intercettare e interpretare l’esigenza delle aziende di avere un partner unico in grado di seguire tutte le normative (europee, nazionali, regionali, camerali), diventando un punto di riferimento in grado di proporre soluzioni efficaci. Il mercato apprezza senza dubbio la nostra capacità di seguire ogni tipo di realtà, dalle start up fino alle grandi realtà imprenditoriali. Essere Leader della Crescita 2020 rappresenta per noi l’inizio di un nuovo cammino, che stiamo già percorrendo con un senso di responsabilità ancora maggiore, se possibile, verso le imprese che in numero sempre maggiore ripongono in noi la loro fiducia. Attualmente gestiamo oltre 150 imprese grazie al costante contributo di oltre 20 professionisti che coprono tutte le aree tecnologiche e finanziarie dell’Industria 4.0. L’anno scorso abbiamo generato incentivi per oltre 4,5 milioni di euro che hanno permesso ai nostri clienti importanti investimenti in tecnologia, innovazione digitale e formazione. 

BANDO REGIONALE SCUP: Il bando regionale a supporto delle start up innovative scade il 31/01/2020 alle ore 12.00.

Il Bando sostiene la realizzazione di programmi di investimento e sviluppo (business plan) da parte di start up innovative di piccola dimensione che abbiano superato la fase di esplorazione iniziale/primo avvio e possiedano il potenziale per effettuare una rapida e significativa penetrazione del mercato.

La misura agisce in sinergia con conferimenti di capitale da parte di investitori di diversa tipologia, funzionali alla realizzazione del business plan e di entità almeno pari al contributo richiesto. La start up deve pertanto presentare un business plan che evidenzi chiaramente:

  1. a) le attività e spese sostenute/da sostenersi con le risorse apportate dagli investitori (“progetto investitori”);
  2. b) le attività e spese per le quali viene richiesta l’agevolazione (“progetto ad aiuto regionale”).

L’agevolazione è concessa ai sensi dell’art. 22 (Aiuti alle imprese in fase di avviamento) del Regolamento (UE) n. 651/2014 e consiste in un contributo a fondo perduto compreso tra 150.000 e 500.000 euro, a copertura fino al 100% dei costi ritenuti ammissibili nell’ambito del “progetto ad aiuto regionale”, parte del business plan.

1.    BANDO REGIONALE per la progettazione e realizzazione di interventi di welfare aziendali. Il bando regionale scade il 27/02/2020 alle ore 12.00.

Obiettivo della Misura è favorire l’implementazione di esperienze virtuose di welfare aziendale di secondo livello, da parte di aziende private, in risposta alla domanda di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sviluppare e/o ottimizzare i servizi per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, dei loro familiari nonché della cittadinanza in generale.

La Misura, che si rivolge prioritariamente alle piccole e medie imprese, anche incoraggiando la collaborazione inter-aziendale, è finalizzata alla progettazione e implementazione, soprattutto condivisa, di servizi di welfare aziendale. Le grandi imprese possono presentare proposte progettuali, purché fortemente condivise con il territorio, anche in ATI con PMI del territorio stesso.

La Misura finanzierà, con obbligo di cofinanziamento, progetti di Imprese singole o di Associazioni Temporanee di Imprese – ATI, che, mediante reti territoriali di soggetti funzionali al raggiungimento dell’obiettivo, sviluppino sistemi di welfare destinati al loro personale dipendente ed, eventualmente, ad altri/e lavoratori o lavoratrici del territorio di riferimento.

In particolare, verranno finanziate le attività inerenti la definizione e l’avvio dei Piani di welfare finalizzati all’erogazione di servizi nelle macro-aree “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, “politiche per le pari opportunità” e “sostegno alla cultura di benessere globale delle lavoratrici e dei lavoratori”, nonché azioni di volontariato aziendale e attività organizzative e di raccordo delle reti territoriali.

Strumento finanziario a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI piemontesi – Empowerment Internazionale

La Regione Piemonte, al fine di dare attuazione al POR FESR 2014-2020, ha inteso rafforzare il proprio sostegno a favore delle PMI promuovendo politiche volte all’incremento del livello di internazionalizzazione delle imprese, in particolare attraverso iniziative che permettano loro di proporsi sui mercati esteri con un offerta ed una presenza più competitiva, di conferire maggior valore aggiunto ai prodotti e servizi proposti, di strutturarsi ed acquisire esperienza sui mercati esteri.

Attraverso il presente bando le aziende interessate possono presentare un progetto di internazionalizzazione ed ottenere un  finanziamento a tasso zero, a copertura di una quota fino al 70% del piano di spesa approvato, collegato ad un finanziamento bancario a tassi di mercato a copertura della restante parte del programma di spesa stesso.

Il Bando prevede l’istruttoria delle domande e di selezione dei progetti di tipo valutativo a sportello e le agevolazioni vengono concesse sulla base del Regolamento (UE) N. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”.

BANDO MISE Brevetti +

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

I beneficiari possono essere micro, piccole e medie imprese, comprese le start up innovative, cui è riservato il 15% delle risorse stanziate.

Le domande di concessione devono essere presentate dal 30 Gennaio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse.

BANDO MISE Disegni +4

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla la messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 – Produzione)  e alla commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione).

I beneficiari possono essere micro, piccole e medie imprese.

Le domande di concessione devono essere presentate a Unioncamere dal 27 Febbraio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse

BANDO MISE Marchi +3

Agevolazione in conto capitale per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla registrazione di marchi europei e marchi internazionali.

I beneficiari possono essere imprese di micro, piccola e media dimensione.

Le domande di concessione devono essere presentate ad Unioncamere dal 30 marzo 2020 e fino a esaurimento delle risorse.

BANDO MISE Poc (Proof of Concept)

Vengono finanziati programmi di valorizzazione di brevetti, attraverso progetti Proof of Concept (PoC), al fine di innalzarne il livello di maturità tecnologica.

I beneficiari possono essere università, enti pubblici di ricerca ed istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS).

Le domande di concessione devono essere presentate ad Invitalia dal 13 gennaio 2020 al 27 febbraio 2020.